ARM MAKALU, 30% PIÙ PERFORMANTE DEL CORTEX A78

ARM MAKALU, 30% PIÙ PERFORMANTE DEL CORTEX A78

8 Ottobre 2020 0 Di Noctis Lucis Caelum

Paul Williamson, vicepresidente e direttore generale, Client Line of Business:

  • Arm evidenzia le sue prossime due generazioni di CPU, nome in codice Matterhorn e Makalu, con un aumento delle prestazioni fino al 30%
  • A partire dall’IP 2022 di Arm, tutti i futuri core Cortex-A “big” supporteranno solo 64 bit
  • La roadmap del client aggiornata di Arm offre un approccio Total Compute con un’enfasi su prestazioni, sicurezza e accesso degli sviluppatori

Negli ultimi anni le prestazioni della nostra CPU sono aumentate di 2,5 volte, passando dal Cortex-A73 all’attuale generazione Cortex-A78, e stiamo continuando a spingere ulteriormente queste prestazioni. Mentre guardiamo alle future soluzioni Total Compute, sono lieto di anticipare cosa arriverà nelle prossime due CPU client, nome in codice Matterhorn e Makalu, che forniranno un aumento delle prestazioni fino al 30% dall’attuale Cortex-A78.

Se gli sviluppatori vogliono creare nuove e complesse esperienze di immersione digitale che i consumatori richiedono, le app devono continuare a passare a 64 bit. Il set di istruzioni a 64 bit fornisce i miglioramenti delle prestazioni e le capacità di elaborazione nell’hardware per rendere queste esperienze più veloci e reattive, soddisfacendo al contempo le esigenze di nuovi carichi di lavoro ad alta intensità di calcolo da futuri AI, XR (AR e VR) e dispositivi mobili ad alta fedeltà esperienze di gioco.

Ma non si tratta solo di miglioramenti hardware, passando a 64 bit, gli sviluppatori possono anche trarre vantaggio da miglioramenti delle prestazioni nel loro codice, ad esempio la ricompilazione a 64 bit offre un netto vantaggio in termini di prestazioni rispetto a 32 bit. Questo, insieme a una maggiore sicurezza, sta portando sempre più sviluppatori a concentrarsi su app adatte solo ai dispositivi mobili a 64 bit che dovrebbero arrivare entro il 2023. Inoltre, poiché gli sviluppatori di app dovranno ora concentrarsi solo su un set di binari, la transizione a 64 bit consentirà di risparmiare sui costi e sul time-to-market. È per questi motivi, a partire dall’IP 2022 di Arm, tutti i futuri core “grandi” supporteranno solo codice a 64 bit.